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Perchè non cercare di andare…

Pubblicato: 15 ottobre 2010 in Politica

…oltre alla normale visione di chi vuole solamente contestare l’operato di un governo, di una nazione e di un lavoro che viene eseguito e per l’ Italia e per l’Europa e per il mondo?

Mi riferisco alle varie sentenze dei “buonisti” (chiamiamoli così), coloro che vedono tutto facile, che con delle lettere riescono a trovare soluzioni e a salvare il mondo ma che non si rendono conto del lavoro che c’è dietro ad una gestione mondiale di pace. Parlano, insultano, pretendono, manifestano ma non fanno niente altro che creare disaccordo, bufere politiche e malcontento.

Per porvi un esempio cito un lettera pervenuta a “il Manifesto” che, come potete leggere, insiste sul ritiro delle forze armate in Afganistan. A seguito uno stralcio della lettera.

 

CHE CI STIAMO A FARE LI’?da Partito Umanista

Dopo la morte di altri quattro militari italiani, risulta ormai evidente che la cosiddetta “missione di pace” in Afghanistan non è mai stata tale, ma è stata sempre una missione “guerra”.
Chi ha la pace nel cuore e la luce nella ragione ha sempre saputo che era così e non era certo necessaria la morte di tanti soldati e di tanti civili per capire, sin dall’inizio di questo delirio bellico, che di tutto si trattava tranne che di missione “di pace”.
[…]
E’ giusto, quindi, domandarsi “che ci stiamo a fare lì?”.
Il Partito Umanista propone il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afghanistan, al fine di impiegare finalmente tutta l’intelligenza e le risorse disponibili per aiutare veramente il popolo afghano a risollevarsi.
Tanta intelligenza e nemmeno un’arma. Di questo ha veramente bisogno il mondo.
Al contempo il Partito Umanista si augura che aumenti sempre di più il numero di militari in cui si risvegli la coscienza e si rifiutino di rischiare la propria vita per false soluzioni, così come detta la nostra Costituzione.
Ora, vorrei cercare di far capire a questi “buonisti” che è grazie alle forze armate presenti nelle varie missioni di pace (e di tale si trattano, non andiamo a provocare o a fare la guerra) che in Italia, Europa e Mondo possiamo stare più tranquilli; laggiù nasce per primo il terrorismo e laggiù dobbiamo cercare di “istruire” il popolo Afgano. Laggiù noi, come dite voi nella lettera, andiamo ad aiutare il prossimo, ma non possiamo andare solamente con la croce rossa, con i volontari o quant’altro perchè sarebbe pericoloso e, senza la presenza dei nostri cari militari, le morti sarebbero maggiori e sarebbero morti di civili!
I nostri militari non vanno per compiere una guerra come voi dite, sono presenti in Afganistan (o altri paesi con altre missioni) per tutelare il cittadino Afgano e i gruppi di aiuto presenti in tutto il territorio. Non vanno per uccidere i civili Afgani ma per difenderli da chi, come è successo l’altro giorno, cerca di impossessarsi del territorio con bombe, fucili e violenza. Non vanno per odio o rancori ma per difendere, noi, te stesso mio caro “buonista” da futuri attacchi terroristi e tramite loro (i militari), la polizia Italiana e le varie Istituzioni mondiali anti-terrorismo noi tutti possiamo vivere più tranquilli.
Ritirarsi dall’ Afganistan o da altre missioni di pace vorrebbe dire abbandonare un popolo all’ira di certe teste calde.
Spero vi sia ora chiaro “cosa ci stiamo a fare lì”!
Ricordo oltretutto che per le morti degli operai sul lavoro nessuno mai effettua un minuto di silenzio, sono centinaia, migliaia all’anno. Questo non serve per sminuire il lavoro dei soldati, anzi, dobbiamo ringraziarli molto ma loro sanno che il lavoro è rischioso, lo sappiamo tutti ma grazie alle loro gesta noi possiamo vivere tranquilli.

 

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